UNA FRASE AL GIORNO

IL BLOG DELLA DOTT.SSA SR.SARA NICOLINI

“Là dove il dolore si nasconde, cresce la madreperla della vita.

Solo la madreperla stillata dalla carne ferita genera cerchio dopo cerchio un tessuto unico per

forma, colore, lucentezza.

La bellezza della vita è

imperfezione!”

(D’Avenia)

martedì 7 agosto 2018


INCONTRI

Incontri… l’estate è un crocevia di incontri, spesso casuali, di attimi. Incontri che durano il tempo di due chiacchiere, di un “salve”, di un ombrellone accanto ad un altro…
Ma non è solo questo… a volte un incontro casuale può diventare qualcosa di più profondo… E se l’altro è una persona diversa da me, diventa ancora più forte e inaspettato, accorgersi che nella diversità delle scelte può nascere qualcosa di meraviglioso e autentico… proprio perché inaspettato.
Cosa può accomunare due persone totalmente diverse? Cosa può fare sì che nasca un’empatia e una bellezza di condivisione?
Quando si parla di pelle, di cosa si parla veramente? Del sentire? Dello sfiorare? O dell’andare oltre… come a calarsi in un mondo sconosciuto senza la paura di lasciarsi invadere da esso. Sì, credo sia proprio questo… Non difendersi dalla diversità, ma lasciare che essa entri nella propria vita e la scombussoli un po’, facendone scoprire la bellezza. Ed ecco che essa ti rapisce con la sua bellezza e ti porta su lidi non conosciuti, ma proprio per questo magnifici, che hanno ancora il potere di stupire, di accendere il desiderio di andare ancora più in profondità…
Queste sono le relazioni, questa è la vita di relazione. E che bello poi potersi svegliare al mattino e dire al proprio cuore, ora sei più colmo, più ricco… ora sei più uomo, più donna… perché una nuova relazione abita la tua vita… perché la paura è stata vinta dalla bellezza dell’altro….

Quadro i colori dell'anima

(I colori dell'anima di Daniele Gori)

martedì 11 aprile 2017

LA GIOIA DI RITROVARE SE STESSI



“Al solo sentirla nominare tutti si drizzano
e ti guardano nelle mani, per vedere se mai tu sia in grado
di dare qualcosa al loro bisogno.”
(Sant’Agostino)


“Non tocco mai la gioia….”.
E’ la frase che un giovane mi ha detto quando è venuto a chiedermi di aiutarlo attraverso un sostegno psicologico.
“ La cerco, a volte la vedo, ma non la tocco….”.
Desidero parlarvi della parte finale della terapia, dove, dopo un cammino di sofferenza, di ricerca di senso, di lotte con i propri fantasmi, si intravede la luce; si inizia a gustare la bellezza della propria persona, di ciò che si è.
Sì perché la gioia è  bellezza e la bellezza è gioia tattile.
Mentre si attraversa il percorso terapico, spesso, dopo un sollievo iniziale, dato dal poter finalmente “liberarsi” di qualcosa che opprime il cuore; si affronta la fase più difficile, quella che non si sa dove porta; dove la notte si fa ancora più oscura e si è tentati di abbandonare tutto, troppa è la sofferenza.
Per arrivare alla guarigione del cuore e della mente, si deve avere il coraggio di “patire”, soffrire, amandosi…. Solo allora si potrà gustare l felicità del ritrovare se stessi, la propria umanità e magari di scoprire nuove sfumature di sé, prima inesplorate, mai assaporate, né intraviste.
E’ come quando una mano cerca disperatamente di afferrare un’altra mano, ma solo lei la può raggiungere; la intravede in lontananza; è spinta verso di essa dal desiderio, ma non la raggiungerà mai se… non metterà tutta la sua volontà e perseveranza nel muoversi verso, nel fare quel passo che costa tanta fatica e tanto dolore, perché è perdere la propria sicurezza.
Ma quale gioia nel momento in cui le sue dita si intrecceranno con quelle della mano tanto desiderata.
Ogni fatica viene ripagata, ogni lacrima asciugata; l’anima trova il suo riposo, la sua pace e lo sguardo verso se stessa e verso la vita, un nuovo respiro.
E la gioia del paziente, diventa la mia gioia, perché quando si tocca, la guarigione del cuore, tutto viene inondato, anche chi ti sta accanto.
Penso a quel giovane uomo, alla sua richiesta di fargli toccare quella gioia che non ha mai sentito, perché bloccato dalla paura di prendere qualsiasi decisione, perché insicuro di sé, cieco di fronte alle sue potenzialità.
Un cammino lungo il suo, di quasi due anni, con continui passi in avanti e indietro… l’angoscia di non riuscire a decidere di sposarsi per paura di non essere all’altezza nel portare avanti una scelta, nonostante 10 anni di convivenza e la certezza di amare colei che già gli era a fianco.
Arrivato a scoprire la sede del suo “fantasma”, la paralisi più totale, il desiderio di scappare e di lasciare la terapia… ma poi… quella piccola luce in fondo alla notte e la speranza di una guarigione; il non essere solo ad affrontare i fantasmi della paura… e infine… il sì… vero, profondo… “ora ho toccato la gioia!...”
Sì perché ha trovato la bellezza e la bellezza è visibile, tangibile… Gioia che si espande in tutto il corpo…. Che si tocca con i sensi; che si sente attraverso il battito del cuore; che si tocca nell’umanità guarita.
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