UNA FRASE AL GIORNO

IL BLOG DELLA DOTT.SSA SR.SARA NICOLINI

“Là dove il dolore si nasconde, cresce la madreperla della vita.

Solo la madreperla stillata dalla carne ferita genera cerchio dopo cerchio un tessuto unico per

forma, colore, lucentezza.

La bellezza della vita è

imperfezione!”

(D’Avenia)

martedì 31 marzo 2020

LA PAZIENZA DELLE COSE

Sii paziente verso tutto ciò che… – ArsDiapason
Bisogna, alle cose,
lasciare la propria quieta, indisturbata evoluzione
che viene dal loro interno
e che da niente può essere forzata o accelerata.
Tutto è: portare a compimento la gestazione – e poi dare alla luce …
Maturare come un albero
che non forza i suoi succhi
e tranquillo se ne sta nelle tempeste
di primavera, e non teme che non possa arrivare l’estate.
Eccome se arriva!
Ma arriva soltanto per chi è paziente
e vive come se davanti avesse l’eternità,
spensierato, tranquillo e aperto …
Bisogna avere pazienza
verso le irresolutezze del cuore
e cercare di amare le domande stesse
come stanze chiuse a chiave e come libri
che sono scritti in una lingua che proprio non sappiamo.
Si tratta di vivere ogni cosa.
Quando si vivono le domande,
forse, piano piano, si finisce,
senza accorgersene,
col vivere dentro alle risposte
celate in un giorno che non sappiamo.
Rainer Maria Rilke, 1903

Mi è ritornata tra le mani e di fronte agli occhi questa bellissima poesia di Rilke, un poeta a me caro, proprio in questi giorni, dove ognuno di noi sta facendo i conti con una virtù forse un po' messa da parte, la pazienza. 
"Tutto è portare a compimento la gestazione e poi dare alla luce..."
Ogni giorno, di questi giorni, stiamo portando a compimento la gestazione della nostra vita, forse la più importante per poi arrivare a dare la luce e forse, prima ancora, a vederla. Ora sembrano giorni infruttuosi, giorni che scorrono lenti in attesa di una ritrovata normalità. Ma al di là del virus, al di là quindi del modo, forse dobbiamo chiederci se non fosse in fondo questa la normalità persa, quella della pazienza con cui ci prendiamo cura ora delle persone e delle cose...
Mani che hanno ripreso ad impastare farina e lievito e l'attesa di una pane che cresce; mani che curano forse non tanto le ferite esteriori di un virus che ci sfugge, ma la pazienza di attendere una guarigione curando il cuore; mano che seminano nella terra troppo dimenticata nella sua essenza e che attendono lo sbocciare di un fiore o di una piantina che porterà il suo frutto; mani che invece di tastiere afferrano e stringono una matita e lì, sedute ad un tavolo, compongono disegni con i propri figli e attendono che l'opera si componga.
Che meraviglia questa pazienza che è attesa di un compimento, di un dare non solo alla luce, ma di dare luce.

domenica 29 marzo 2020

LA COMPASSIONE DELLE LACRIME

                                                                                            (Van Gogh - la resurrezione di Lazzaro)


"QUELLI CHE NON PIANGONO, NON VEDONO" è una frase di Hugo, una frase che dice una profonda verità; se non piangiamo, se non proviamo compassione vuol dire che non vediamo, guardiamo le cose senza andare in profondità.
Oggi il Vangelo della domenica parla di un Gesù che prova compassione fino a piangere per il suo amico Lazzaro. Gesù uomo Dio, piange e ci insegna un sentimento che forse abbiamo un po' nascosto, sotterrato: la compassione. E provare compassione vuol dire andare in profondità di noi stessi e della vita degli altri e della vita in genere. 
Questi sono i giorni della compassione, i giorni delle lacrime, i giorni in cui ci viene data al possibilità di tornare più umani. 
Scalda il cuore, lo smuove vedere sindaci che piangono di fronte alla morte e alla malattia dei loro cittadini più anziani, della storia di un paese, di un popolo...
La compassione, il patire con, il sentire fino alle viscere muoversi la vita. La compassione è un sentimento prettamente umano. E chi in questo periodo ancora non lo sta vivendo, vuol dire che ha perso la propria umanità. Chi si ferma ai numeri, al tanto era vecchio, al sono lontani da me, al dato prettamente economico, non è un uomo... 
La bellezza delle lacrime che parlano della verità di noi stessi ci portano alla nascita, all'essere indifesi, a non aver costruito attorno a noi un mondo impermeabile.... Non dobbiamo avere paura di piangere... non dobbiamo avere paura di ritornare umani... Il mondo ce lo sta chiedendo con tutta la sua sofferenza; ci sta chiedendo di ritornare ad essere pienamente uomini e donne, ad essere veri, ad essere ciò che siamo, ad essere ad immagine e somiglianza di un Dio che non si è vergognato di provare compassione e di piangere di fronte ad una tomba e di fronte a chi piangeva di fronte ad essa.