UNA FRASE AL GIORNO

IL BLOG DELLA DOTT.SSA SR.SARA NICOLINI

“Là dove il dolore si nasconde, cresce la madreperla della vita.

Solo la madreperla stillata dalla carne ferita genera cerchio dopo cerchio un tessuto unico per

forma, colore, lucentezza.

La bellezza della vita è

imperfezione!”

(D’Avenia)

domenica 12 giugno 2016

LA CRISI.... UNA CRESCITA



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Gli esperti dicono che ad un certo punto della vita, o come di scrive Dante “nel mezzo del cammin di nostra vita”, arriva un momento di forte crisi, una crisi (Krino: separare, dividere, discernere), che in questo senso può essere solo positiva.
La chiamano la crisi della mezza età, ma non è detto che avvenga solo intorno ai 40/50 anni per i più longevi.
La crisi è un momento della vita in cui si fa un bilancio, in cui si vede il tempo scorrere e le opportunità della vita svanire. Pensiamo ad una donna che naturalmente termina il periodo di fertilità o ad un uomo che difficilmente può ancora fare il salto nella carriera lavorativa se non ha già iniziato l’ascesa.
Ma una crisi può essere dettata anche da un cambiamento interiore, cioè da un forte momento di riflessione e di crescita su se stessi, su quello che si è e su come si sta vivendo la propria vita…
E magari, in quel periodo di riflessione entra anche una persona che ci accompagna in questa scoperta e la rende meno difficile e pesante. Le situazioni, i pesi che si portano insieme hanno un peso differente e si è più disposti a portarli.
Questa persona non può  non entrarci dentro e diventare importante. Ogni persona che ci accompagna in un tratto più o meno lungo della vita e soprattutto in determinati periodi di fatica, entra dentro di noi in modo così forte, da lasciare il segno e a volte da travolgerci un po’.
E in quel momento diventa così importante la sua presenza, quanto l’aria che respiriamo, perché attraversare una crisi rende vulnerabili e ancora più fragili, quasi persi. Ci si guarda e non si capisce più chi si è, perché il nostro io è in trasformazione e non ha più la stessa forma di prima e non ne ha ancora una nuova. Ecco perché è una ricchezza incontrare una persona che ci accompagna in questo mare in burrasca.
Non spaventiamoci se per un periodo ci sentiamo persino dipendenti da lei…. È come in terapia. Poi, riacquistiamo la nostra libertà ed autonomia, ma in quel momento, sentiamo di non riuscire a muovere un passo senza di lei; le affidiamo la nostra vita per arrivare ad una nuova consapevolezza di sé e ad una crescita trasformativa.
Se ciò avviene all’interno di una coppia, questo porta un forte sconvolgimento e disequilibrio all’interno della coppia. Chi vive il cambiamento del partner, rimane impaurito da una persona che ora le sfugge di mano. Non ha più sotto controllo la situazione e non capisce perché colei o colui (ma la crisi è più un passaggio femminile), con cui sta condividendo la vita, si distanzi un po’ o trovi altri punti di riferimento di cui magari, prima non aveva mai avuto bisogno.
Questo cambiamento spaventa e non è facile ritrovare l’equilibrio. E’ come se uno dei due corresse un po’ di più e si trovasse più avanti…. L’altro prova ad inseguirlo, ma non ci riesce e la coppia si deve riconoscere e ricalibrare.
Non è possibile sempre camminare alla stessa velocità. Anche questa è libertà. Una libertà non facile da accettare. Accogliere che la persona che amo in quel momento mi sembra lontana, cammini in un’altra direzione, ad un’altra velocità e magari sia accompagnata da qualcun altro in un tratto così impegnativo della sua vita.
Ma non può essere altrimenti… fa parte della vita e di ogni crisi (crescita)… a volte con il rischio di perdere qualcosa, ma sicuramente con la certezza di trovare qualcosa di più grande.