UNA FRASE AL GIORNO

IL BLOG DELLA DOTT.SSA SR.SARA NICOLINI

“Là dove il dolore si nasconde, cresce la madreperla della vita.

Solo la madreperla stillata dalla carne ferita genera cerchio dopo cerchio un tessuto unico per

forma, colore, lucentezza.

La bellezza della vita è

imperfezione!”

(D’Avenia)

lunedì 10 ottobre 2016

UNA BELLA AFFETIVITA'


L’unica cosa che conta nella vita è l’amore; l’unico motore sono le relazioni; la bellezza della completezza della nostra umanità è l’affettività.
Anima, corpo, spirito e aggiungerei affetti.
Quanto il nostro mondo ne è educato? Quanto si parla di “affetti”, quasi esclusivamente nella cronaca nera o all’opposto nell’irreale telenovelas di turno.
Ma che cos’è l’affettività? Che cosa muove? Cosa coinvolge di noi? C’è un tempo per parlarne e un tempo per dire… ora non serve più?
L’affettività è l’insieme di tutte le nostre potenzialità umane e coinvolge anche gli affetti, l’amore. Quindi, non c’è mai un termine perché il moto affettivo passi. L’affettività non va mai in vacanza.
Ma non posso non soffermarmi un po’ sulla sua educazione, che non è, come erroneamente possiamo pensare, educazione alla sessualità. Mi ritrovo spesso a parlarne con i ragazzini nei vari laboratori. La bella affettività mi aiuta ad amare. Un’ affettività distorta, mi aiuta a controllare.
Cerco di spiegarmi. La cosa più reale della nostra vita è l’amore, reale perché amando diventiamo reali e facciamo diventare reale ciò che amiamo. Senza amore tutto tende al nulla, non ha senso.  La creazione c’è perché è l’amore di Dio gratuito che si riversa sulle cose. Chi non vuole questo amore perde realtà, si annulla e annulla chi gli sta attorno e fa della sua affettività un qualcosa di sterile o addirittura di distruttivo. Chi non riconosce la propria affettività e non la educa all’amore vero, pone un controllo sull’altro per renderlo suo e pone nell’altro tutte le sue aspettative, rimanendone come ben sappiamo, deluso, addirittura così deluso da arrivare ad eliminare quella delusione…. Come? Con gesti di pazzia, se così vogliamo chiamarla.  Mi sono trovata ad ascoltare un paziente adolescente che parlandomi mi diceva: è più semplice eliminare la fonte della delusione che la delusione stessa….. e se quella fonte è una persona?
Quanti casi sentiamo di “affetti” distrutti dalla delusione o da una incapacità di gestire la propria affettività?
Tutte le volte che controlliamo l’altro o lo carichiamo delle nostre aspettative, un po’ lo facciamo sparire…. Per affermare noi stessi e i nostri bisogni.  Tutte le volte che invece ci diamo all’altro, amando, dando le nostre potenzialità affettive, c’è più vita, nell’altro e in me.
Se comprendessimo che educare la nostra affettività, vuol dire amare nella libertà e che amare nella libertà, senza paura di amare ci rende liberi…. Scusatemi, ma un waoooo mi esce dalla bocca .
Il Regno si diffonde dove noi serviamo gli altri, dove mettiamo a disposizione le nostre potenzialità affettive, dove non abbiamo paura di amare e di essere belle/i; dove non ci sentiamo qualcuno se controlliamo l’altro perché abbiamo bisogno di controllare la nostra affettività; perché, parliamoci chiaro, a volte ci spaventa ciò che sentiamo e lo controlliamo senza darci il gusto di sentirci umani.
Narciso, è un chiaro esempio di affettività non educata, ma completamente rivolta a se stesso. Qui, come può sembrare, non è in gioco la propria compiacenza, ma il non aver compreso che la bellezza di se stesso può essere rivolta ad un’altra persona, facendosi dono e non che l’altra persona sia lo strumento per adulare se stesso.
E’ l’amore che tutto muove, la vita di ogni uomo, la vita di ogni consacrata….la vita.
Allora benedetta affettività…. Prendiamola in mano, viviamola, lasciamoci aiutare nel gustarla, non abbiamone paura…. Lei è dono della creatività di Dio per noi… perché desidera che amiamo, facendoci dono con tutte le nostre potenzialità.
                                                                                   Sr. M.Sara dell’Umanità di Cristo